il Venerdì Santo a Rossano

 

 

LE CONGREGHE

Già dalle prime luci dell’alba del Venerdì Santo, una marea di fedeli invade le vie di Rossano Centro storico, per partecipare “a ri Concrè”, alle Congreghe, meglio conosciute come la Via Crucis. Le Congreghe, prima del riordino delle Parrocchie a Rossano Centro, uscivano da quasi tutte le chiese, oggi, invece, partono dalle quattro principali, guidate dai rispettivi parroci (S. Domenico, Cattedrale con l’Arciconfraternita dell’Addolorata, S. Bartolomeo e S. Nilo), con un devoto a piedi nudi, incappucciato e con in testa una corona di spine, che porta sulle spalle la Croce. Visitano gli altari della “Reposizione” cioè i “siburchi” (che ogni Chiesa parrocchiale ha preparato la sera del Giovedì Santo per l’Esposizione di Gesù Eucaristia). Momento suggestivo e commuovente è, allor quando il corteo, con i lampioni ancora accesi, attraversa “i vinedd” (le viuzze del Centro Storico).
Ad ogni processione delle Congreghe aprono il corteo ragazzi e giovani che suonano in continuazione, per le vie di Rossano, “‘a tòcchita”, “‘a grancascia” (strumenti di legno, che vengono utilizzati in sostituzione delle campane che, dalla sera del Giovedì Santo, sono nel silenzio liturgico). 
Naturalmente, durante il percorso, non mancano le preghiere e i canti tradizionali popolari che richiamano la Passione di Cristo e che la gente canta con devozione.
Alla fine degli anni ’80 e inizi degli anni ‘90 del XX secolo, i parrocchiani di San Bartolomeo, coadiuvati dal parroco e da un apposito comitato, sperimentarono un’altra forma di Via Crucis, quella vivente, dove i personaggi, in abiti d’epoca, venivano interpretati dai giovani della parrocchia e del comprensorio. Dopo non molti anni, la processione venne interrotta. 
Anche la Parrocchia di San Domenico portò delle novità ed il parroco, nel 1995, con un documento, ne fornì le motivazioni. Non era più un uomo solo a portare la Croce sulle spalle, sorretta con le mani e, a turno, da persone diverse che si davano il cambio durante il tragitto. Questa nuova forma di processione durò per circa un decennio. Ora, da quattro anni, si è tornati allo stato tradizionale.

LA PROCESSIONE DEI MISTERI

Intorno alle ore 15 o alle ore 16 (con l’ora legale) nel pomeriggio di Venerdì Santo, sono numerosi i fedeli che si recano in Cattedrale per partecipare alla celebrazione della Passione del Signore, presieduta dall’Arcivescovo. Subito dopo si assiste “a ra Processione e ri Misteri”,: dieci gruppi di statue che rappresentano gli episodi centrali della passione di Cristo.
È una processione di antica tradizione che il popolo rossanese rivive con fede e devozione. Infatti, sono molti i nostri concittadini emigrati che ritornano a Rossano per assistere all’evento. Può sembrare un momento di folklore, ma se l’avvenimento è seguito con fede, è possibile riflettere su alcuni momenti della Passione di Cristo. 
Nei primi anni del ‘900, da come si evince da alcune testimonianze raccolte dal prof. Mario Massoni, dai Diari di Ignazio Pisani, si legge che nel “1903 la processione del Venerdì Santo è riuscita malissimo. L’Arcivescovo mons. Orazio Mazzella, ha dovuto ritirarsi, abbandonando il corteo perché per poco non succedessero conseguenze dannose. Sarebbe opportuno che si opprimesse”. Essa venne definita la Processione degli ubriachi: ai portatori, durante il tragitto, venne voglia di bere qualche bicchiere di vino e i più turbolenti si ubriacarono con conseguenze disastrose: erano talmente ebbri che fecero a pezzi le statue e le gettarono lungo la strada. 
Si legge ancora dai Diari che “il 14 aprile del 1911 la processione dei Misteri viene abolita perché era uno spettacolo indecente”. Negli anni a seguire le cose andarono meglio anche se le sole statue ad uscire fossero tre: il Crocifisso, la Bara e l’Addolorata. 
Dai primi anni ‘20 del secolo scorso le cose migliorarono sempre di più e furono acquistate le nuove statue. Leggiamo, sempre dai Diari, che il Venerdì Santo del 1929 “la processione è riuscita”.
Diverso era anche il percorso rispetto all’attuale: si passava per le viuzze di Rossano, in seguito, per esigenze di ordine pubblico e per una più ordinata partecipazione si pensò di cambiarlo in quello attuale. Lungo il percorso si può anche ammirare l’intensa luce emanata dalle finestre e dai balconi delle persone che non vi possono partecipare (malati, anziani …) omaggiando le statue, al loro passaggio, con una pioggia di petali di fiori.
Suggestivo è lo scenario che si crea attorno al Crocifisso, la Bara e l’Addolorata: i portatori delle statue sono vestiti in perfetto abito da cerimonia (abito nero, guanti bianchi e farfalla nera), e si danno il cambio della statua con un rituale preciso di consegna. Vicino alla Bara, in segno di venerazione e omaggio, quattro carabinieri in alta uniforme fanno da picchetto d’onore.
La Processione è presieduta dall’Arcivescovo con l’intero Capitolo Cattedrale e i sacerdoti della Vicaria di Rossano. Sono, inoltre, presenti il Sindaco ed altre Autorità Civili e quelle Militari. 
Per tutta la durata della Processione, oltre alle splendide e suggestive marce funebri, eseguite da una banda musicale, di solito di gran fama che proviene dalla Calabria, o dalla Puglia o della Basilicata, ci sono momenti di preghiera e di meditazione guidata. 
Da alcuni anni, durante il tragitto, si medita la Via Crucis, la stessa seguita dal Santo Padre al Colosseo. Alla fine della Processione, l’Arcivescovo rivolge una breve riflessione a tutti i fedeli, infondendo in essi un messaggio di speranza, di pace e di amore.

 

da: Venerdì Santo a Rossano tra immagini e memoria - Diario fotografico, Giuseppe Calarota, Rossano,  p 16 e p. 50, Grafosud, 2009.

I Misteri è un gruppo di dieci statue che rappresentano gli episodi centrali della passione di Cristo, e sono: 1. Gesù nell'orto, 2. Il bacio di Giuda, 3. S. Pietro, 4. Gesù alla colonna flagellato, 5. Pilato, 6. Gesù porta la croce, 7. Gesù spogliato dalle vesti, 8. Il Crocifisso, 9. Un cuscinetto con i simboli della Passione, 10. Gesù morto, 11. L'Addolorata.

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